L'Unione europea si prepara a riformare il sistema di tassazione sull'energia con un obiettivo preciso: ridurre le bollette elettriche delle famiglie e accelerare l'abbandono dei combustibili fossili.
Secondo una bozza di proposta visionata dall'agenzia Reuters, la Commissione europea sarebbe prossima a presentare un piano che prevede aliquote fiscali più basse per l'elettricità rispetto al gas. La pubblicazione ufficiale è attesa per il 22 luglio 2026.
CHE COSA PREVEDE IL PIANO DELLA COMMISSIONE EUROPEA
La bozza si muove su tre direttrici principali.
- Aliquote più basse per l'elettricità. La proposta stabilisce un principio generale: l'elettricità dovrà essere tassata meno del gas. I governi nazionali manterrebbero libertà di fissare le aliquote specifiche, a patto di rispettare questo rapporto di proporzionalità.
- Intervento sulle tariffe di rete. Le tariffe di rete — i costi che gli operatori riscuotono per la gestione e l'ammodernamento delle infrastrutture — rappresentano circa un quarto della bolletta elettrica media europea. La Commissione punta a razionalizzare questa voce di spesa.
- Incentivi ai consumi intelligenti. I cittadini verrebbero incoraggiati a spostare i propri consumi nelle fasce orarie in cui l'energia costa meno. Per rendere questo possibile, l'UE si pone l'obiettivo che entro fine decennio almeno la metà degli utenti europei sia dotata di un contatore intelligente (smart meter).
Come recita la bozza, "gli utenti delle reti dovrebbero essere incentivati a comportarsi in modo ecocompatibile, regolando il proprio consumo energetico o spostandolo verso orari e luoghi in cui sono disponibili le fonti energetiche più economiche".
CONTESTO: PERCHÉ QUESTA RIFORMA ADESSO?
La misura si inserisce nella risposta dell'UE all'impatto della guerra in Iran sui mercati energetici globali, che ha fatto salire i prezzi del petrolio e del gas, aggravando la spesa energetica dei consumatori europei già colpiti dalla forte dipendenza dalle importazioni fossili.
Va tuttavia segnalato che, secondo fonti diplomatiche citate da Reuters, su questa proposta non esiste ancora un consenso unanime tra gli Stati membri, requisito considerato indispensabile da alcuni Paesi per procedere.

QUANTO COSTA LA DIPENDENZA DAL GAS AGLI ITALIANI? I DATI IEEFA
Un'analisi pubblicata dall'istituto IEEFA (Institute for Energy Economics and Financial Analysis) quantifica l'impatto economico della dipendenza fossile dell'Europa sulle bollette delle famiglie.
Secondo lo studio, un aumento del 60% (pari a circa 20 €/MWh) dei prezzi all'ingrosso dell'elettricità rispetto ai livelli precedenti al febbraio 2026 — trainato dal rincaro del gas — potrebbe tradursi in un aggravio fino a 120 euro annui sulle bollette elettriche delle famiglie europee, con variazioni da Paese a Paese.
Per l'Italia, le stime indicano un incremento di 113-128 euro all'anno per una famiglia media. L'entità dell'aumento dipende principalmente dalla frequenza con cui il prezzo del gas determina quello dell'elettricità sul mercato.
La IEEFA precisa che questi importi rappresentano esclusivamente il costo aggiuntivo legato alla crisi energetica in corso, che si somma a bollette già più elevate rispetto ai livelli pre-2021. Su scala aggregata, questo fenomeno configura "un significativo e regressivo trasferimento di ricchezza dai consumatori ai produttori e fornitori di energia".
IL CASO SPAGNA: QUANDO LE RINNOVABILI FANNO LA DIFFERENZA
Lo studio IEEFA porta la Spagna come esempio virtuoso: grazie alla diffusione massiccia di eolico e fotovoltaico, il legame tra i prezzi del gas e quelli dell'elettricità si è notevolmente allentato. Il risultato? Alcuni dei prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica più bassi d'Europa negli ultimi anni.
Il problema strutturale che i ricercatori evidenziano è che in molti mercati — Italia e Germania compresi — il gas viene mantenuto artificialmente in funzione attraverso meccanismi di capacità, sussidi per nuove turbine a ciclo combinato e altre forme di supporto statale. Senza questi aiuti, molti impianti a gas sarebbero in perdita e uscirebbero dal mercato.
In mercati come quello italiano e tedesco, il gas determina il prezzo marginale dell'elettricità per poche centinaia di ore all'anno — al massimo 1.500. Eppure quella presenza, seppure limitata, è sufficiente a far salire significativamente il prezzo medio annuo all'ingrosso pagato da tutti i consumatori.
COSA SIGNIFICA PER I CONSUMATORI ITALIANI
Se la proposta della Commissione europea venisse approvata, le famiglie italiane potrebbero beneficiare di:
- Una riduzione del carico fiscale sulle bollette elettriche
- Tariffe di rete più trasparenti e contenute
- Incentivi concreti a consumare energia nelle ore meno costose, grazie alla diffusione dei contatori intelligenti
Il percorso legislativo resta però ancora lungo e incerto, soprattutto per la necessità di raggiungere l'unanimità tra i 27 Stati membri.