Batterie di accumulo per il fotovoltaico: come funzionano, quando convengono e come dimensionarle

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DATA
25 SETTEMBRE 2026
TEMPO DI LETTURA
9 min

Installare un impianto fotovoltaico permette di produrre energia durante le ore di sole. Una batteria di accumulo permette di conservare una parte di quell’energia e utilizzarla quando il fotovoltaico non produce. Ma quanto è realmente utile una batteria? Come si dimensiona? E soprattutto: conviene sempre installarla?

La risposta non è uguale per tutti.

Una batteria di accumulo può trasformare radicalmente il modo in cui un'abitazione o un'azienda utilizza l'energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, ma per ottenere un risultato economicamente efficace è fondamentale dimensionare il sistema sulla base dei consumi reali.

Il principio è semplice: il fotovoltaico produce principalmente durante il giorno, mentre una parte dei consumi può verificarsi nelle ore serali e notturne. L'accumulo permette di spostare una parte dell'energia prodotta dal momento in cui viene generata al momento in cui serve.

È uno dei motivi per cui le batterie stanno diventando una componente sempre più importante del sistema energetico.


Che cos'è una batteria di accumulo fotovoltaico?

Un sistema di accumulo è un dispositivo che immagazzina energia elettrica per renderla disponibile successivamente.

Terna distingue tra diverse tecnologie di accumulo e identifica nelle batterie elettrochimiche una delle soluzioni oggi più diffuse grazie alla rapidità di risposta e alla progressiva riduzione dei costi.

In un impianto fotovoltaico il funzionamento può essere rappresentato in modo molto semplice:

Sole → Fotovoltaico → Consumi

Quando la produzione supera i consumi:

Sole → Fotovoltaico → Batteria

Quando il sole diminuisce:

Batteria → Inverter → Casa/Azienda

In questo modo l'energia prodotta durante il giorno può essere utilizzata anche nelle ore successive.


Perché il fotovoltaico da solo non sempre basta?

Il problema fondamentale è la differenza tra produzione e consumo.

Immaginiamo una famiglia che installa un impianto fotovoltaico da 6 kWp.

Durante una giornata estiva l'impianto può produrre molta energia tra le 9 e le 17.

Ma quando sono le 20, quando la famiglia prepara la cena, utilizza elettrodomestici, televisione, illuminazione e climatizzazione, la produzione fotovoltaica è ormai molto bassa o nulla.

Senza accumulo, l'energia prodotta in eccesso durante il giorno viene immessa in rete secondo le modalità previste dal sistema di valorizzazione dell'energia.

Con una batteria, una parte di quell'energia può invece essere conservata e utilizzata la sera.

La batteria crea quindi un ponte tra produzione e consumo.


Autoconsumo: la vera funzione dell'accumulo

Quando si parla di batterie fotovoltaiche si sente spesso parlare di "indipendenza energetica".

È un concetto che va però interpretato correttamente.

Una batteria non rende automaticamente una casa indipendente dalla rete elettrica.

Il suo principale vantaggio è aumentare la quota di energia fotovoltaica che viene utilizzata direttamente dall'utente, anche in un momento successivo rispetto alla produzione.

Il GSE disciplina specificamente il trattamento dell'energia autoconsumata in presenza di sistemi di accumulo e prevede regole tecniche dedicate all'integrazione degli accumuli nel sistema elettrico nazionale.

Per questo è più corretto parlare di:

maggiore autoconsumo e minore necessità di acquistare energia dalla rete.


Un esempio pratico

Immaginiamo un'abitazione con:

  • impianto fotovoltaico: 6 kWp
  • produzione annua: circa 6.500 kWh
  • consumi annui: 5.000 kWh
  • batteria: 10 kWh

Il dato più importante non è però la quantità totale di energia consumata durante l'anno.

Bisogna capire quando viene consumata.

Se la famiglia utilizza molta energia durante il giorno, il fotovoltaico può già coprire direttamente una parte significativa dei consumi.

Se invece la maggior parte dei consumi avviene dalle 18 in poi, una batteria può diventare molto più interessante perché consente di trasferire parte dell'energia prodotta nelle ore centrali della giornata verso la sera.

Questo esempio dimostra un principio fondamentale:

La batteria deve essere dimensionata sul profilo dei consumi, non semplicemente sulla potenza dell'impianto fotovoltaico.


Batteria da 5, 10 o 15 kWh: quale scegliere?

Non esiste una capacità ideale valida per tutti.

Una batteria da 10 kWh non è necessariamente migliore di una da 5 kWh.

Dipende da quanto e quando si consuma.

Per esempio:

Abitazione con consumi contenuti

Una famiglia con consumi relativamente bassi e una buona quota di utilizzo durante il giorno potrebbe non riuscire a sfruttare completamente una batteria molto grande.

Abitazione con consumi serali elevati

Se invece sono presenti:

  • pompa di calore;
  • climatizzazione;
  • piano a induzione;
  • boiler elettrico;
  • piscina;
  • ricarica dell'auto elettrica;

una capacità di accumulo maggiore può avere più senso.

Azienda

Per un'azienda la situazione cambia ulteriormente.

Un'impresa che lavora principalmente dalle 8 alle 18 può utilizzare direttamente una grande parte dell'energia fotovoltaica.

In questo caso la batteria potrebbe avere una funzione diversa rispetto a quella di un'abitazione.

Per dimensionarla correttamente bisogna analizzare il profilo orario dei consumi e non soltanto il consumo annuale.


Come si dimensiona correttamente una batteria?

Il dimensionamento dovrebbe partire da almeno cinque informazioni:

1. Produzione fotovoltaica prevista

Quanti kWh produce l'impianto durante l'anno e, soprattutto, come sono distribuiti durante la giornata.

2. Consumi annuali

Quanta energia viene utilizzata complessivamente.

3. Profilo orario dei consumi

È uno dei dati più importanti.

Un'azienda che consuma 100.000 kWh all'anno può avere esigenze completamente diverse da un'altra azienda con lo stesso consumo annuale.

4. Potenza dei carichi

Non conta soltanto quanta energia viene consumata, ma anche con quale potenza.

5. Obiettivo del cliente

L'obiettivo può essere:

  • aumentare l'autoconsumo;
  • ridurre i prelievi dalla rete;
  • utilizzare maggiormente l'energia fotovoltaica;
  • integrare pompa di calore;
  • alimentare una ricarica EV;
  • aumentare la resilienza dell'impianto;
  • ottimizzare la gestione energetica.

La batteria dovrebbe essere progettata in funzione dell'obiettivo.


kWh e kW: due valori da non confondere

Quando si parla di batterie è fondamentale distinguere tra capacità e potenza.

kWh: quanta energia può contenere

Una batteria da 10 kWh può immagazzinare una determinata quantità di energia.

kW: quanta potenza può fornire

La potenza indica invece quanto rapidamente la batteria può erogare energia.

Questo è importante soprattutto quando ci sono carichi elevati.

Una batteria con molta capacità energetica ma con una potenza di scarica insufficiente potrebbe non essere adatta a gestire determinati carichi contemporaneamente.

Per questo un progetto professionale deve valutare sia kWh sia kW.


La capacità nominale non è tutta utilizzabile

Un altro errore frequente consiste nel considerare la capacità nominale della batteria come energia effettivamente disponibile.

Bisogna considerare diversi fattori:

  • profondità di scarica;
  • rendimento del ciclo di carica/scarica;
  • perdite dell'inverter;
  • temperatura;
  • condizioni operative;
  • degrado nel tempo.

Per esempio, una batteria nominale da 10 kWh non significa necessariamente che l'utente possa disporre di 10 kWh netti in ogni situazione.

Per questo nelle simulazioni economiche è importante utilizzare la capacità utile e non soltanto quella nominale.


Quanto dura una batteria fotovoltaica?

La durata dipende dalla tecnologia utilizzata, dalla qualità del prodotto, dalle condizioni di installazione e soprattutto dal modo in cui viene utilizzata.

Oggi la tecnologia LFP – litio-ferro-fosfato è molto diffusa nei sistemi di accumulo.

Secondo l'IEA, nel 2025 le batterie LFP rappresentavano circa il 90% delle nuove installazioni di battery storage a livello globale. L'IEA evidenzia anche la loro diffusione in applicazioni che richiedono cicli frequenti.

Quando si valuta una batteria, quindi, non bisogna guardare soltanto al prezzo iniziale.

È importante verificare:

  • tecnologia;
  • numero di cicli dichiarati;
  • capacità residua garantita;
  • durata della garanzia;
  • condizioni della garanzia;
  • temperatura di esercizio;
  • sistema di raffreddamento;
  • grado di protezione;
  • possibilità di espansione;
  • assistenza tecnica;
  • compatibilità con l'inverter.

Le batterie stanno diventando una componente strategica dell'energia

La crescita degli accumuli non riguarda soltanto le abitazioni.

I sistemi di storage stanno diventando fondamentali anche per la rete elettrica.

In Italia, secondo i dati Terna relativi alla fine del 2025, erano presenti 884.404 installazioni di accumulo, per complessivi 17.920 MWh di capacità e 7.362 MW di potenza nominale. Nel solo 2025 la potenza nominale degli accumuli in esercizio è aumentata di 1.743 MW.

Il dato dimostra quanto rapidamente il settore stia crescendo.

E la necessità di accumulo è destinata ad aumentare con la crescita delle fonti rinnovabili.

Terna indica infatti, nei propri scenari di sviluppo della rete, un fabbisogno di nuova capacità di accumulo pari a circa 71,5 GWh al 2030, al netto dei pompaggi idroelettrici esistenti.


Perché servono batterie quando aumenta il fotovoltaico?

La produzione fotovoltaica è variabile.

Quando ci sono molte ore di sole, numerosi impianti producono contemporaneamente.

In determinate condizioni questo può generare una grande quantità di energia nelle ore centrali della giornata.

Le batterie permettono di:

immagazzinare energia → spostarla nel tempo → utilizzarla quando serve.

È una funzione fondamentale per rendere il sistema elettrico più flessibile.

L'IEA considera infatti gli accumuli a batteria uno degli strumenti più versatili per integrare quantità crescenti di energia solare ed eolica, grazie alla loro capacità di rispondere rapidamente alle variazioni tra domanda e offerta.


Fotovoltaico + batteria: una coppia sempre più importante

A livello mondiale la crescita è molto significativa.

Secondo l'IEA, nel 2025 sono stati installati circa 108 GW di nuova capacità di accumulo a batterie, il 40% in più rispetto al 2024.

Circa l'80% della nuova capacità è stata realizzata in sistemi utility-scale, mentre il restante 20% circa riguarda applicazioni behind-the-meter, cioè presso utenti commerciali e residenziali.

Il dato mostra che l'accumulo non è più considerato semplicemente un accessorio del fotovoltaico.

Sta diventando una vera infrastruttura energetica.


Quando una batteria è particolarmente interessante?

Non esiste una risposta universale, ma ci sono alcune situazioni nelle quali l'accumulo può risultare particolarmente utile.

1. Consumi elevati nelle ore serali

Se l'energia viene utilizzata soprattutto dopo il tramonto, la batteria permette di utilizzare parte della produzione fotovoltaica accumulata durante il giorno.

2. Abitazioni con pompa di calore

La pompa di calore può aumentare sensibilmente i consumi elettrici.

L'accumulo può contribuire a utilizzare una quota maggiore dell'energia prodotta dal fotovoltaico.

3. Ricarica dell'auto elettrica

La combinazione:

fotovoltaico + batteria + automobile elettrica

può diventare un sistema energetico particolarmente interessante.

L'auto può essere ricaricata durante le ore di produzione oppure, a seconda della configurazione, la batteria domestica può contribuire a gestire meglio la disponibilità energetica.

4. Aziende con produzione discontinua

In alcuni contesti industriali l'accumulo può contribuire a gestire meglio la differenza tra produzione fotovoltaica e profilo di consumo.

5. Elevata produzione fotovoltaica e consumi ridotti nelle ore centrali

Quando il fotovoltaico produce molto più di quanto viene consumato istantaneamente, l'accumulo può aumentare la quota di energia utilizzata successivamente.


Quando una batteria potrebbe essere sovradimensionata?

Più grande non significa automaticamente migliore.

Una batteria troppo grande rispetto ai consumi può rimanere frequentemente parzialmente inutilizzata.

Questo può ridurre l'efficienza economica dell'investimento.

Un esempio semplice:

se durante la maggior parte dell'anno un'abitazione ha bisogno di trasferire solamente 4-5 kWh di energia dalle ore diurne alla sera, installare una batteria molto più grande potrebbe non produrre un vantaggio proporzionale al maggiore investimento.

Il dimensionamento deve quindi cercare un equilibrio tra:

costo della batteria + energia effettivamente utilizzata + durata del sistema + valore dell'energia evitata.


Batteria e backup: non sono la stessa cosa

Un'altra distinzione importante riguarda la funzione di backup.

Non tutti i sistemi di accumulo sono automaticamente in grado di alimentare l'abitazione in caso di blackout.

Per avere una funzione di alimentazione di emergenza è necessario che il sistema sia progettato e configurato specificamente per questo scopo.

In fase di progettazione bisogna quindi verificare:

  • presenza di uscita backup/EPS;
  • potenza disponibile;
  • quali circuiti vengono alimentati;
  • comportamento in caso di blackout;
  • eventuali limitazioni;
  • compatibilità tra inverter e batteria.

Se il cliente vuole mantenere attivi frigorifero, illuminazione, internet, sistemi di sicurezza o altri carichi durante un'interruzione di rete, questa esigenza deve essere definita prima dell'installazione.


Batteria fotovoltaica: investimento o semplice accessorio?

La domanda più corretta non è:

"Quanto costa una batteria?"

Ma:

"Quanto valore può generare questa batteria nel mio impianto?"

Per rispondere bisogna effettuare una simulazione che consideri:

  • produzione fotovoltaica;
  • consumi;
  • profilo orario;
  • capacità della batteria;
  • rendimento;
  • cicli;
  • degrado;
  • costo dell'energia acquistata;
  • energia immessa in rete;
  • eventuali incentivi o meccanismi applicabili;
  • durata prevista dell'investimento.

Solo attraverso questa analisi si può capire se una determinata capacità di accumulo è coerente con il progetto.


Un errore da evitare: scegliere prima la batteria

Molti progetti partono dalla domanda:

"Voglio una batteria da 10 kWh."

È un approccio poco efficace.

Il corretto processo dovrebbe essere l'opposto:

consumi → produzione → autoconsumo → eccedenze → simulazione → dimensionamento della batteria.

Prima si studia il comportamento energetico dell'edificio.

Poi si determina la capacità necessaria.

Infine si sceglie la tecnologia più adatta.


Anche le tariffe e le abitudini di consumo contano

Il valore economico dell'energia cambia a seconda di come viene utilizzata.

Per esempio, se l'energia fotovoltaica viene prodotta alle 13 e il consumo avviene alle 21, l'accumulo permette di trasferire quell'energia nel tempo.

Ma se l'utente è già presente in casa durante il giorno e utilizza direttamente gran parte della produzione fotovoltaica, il vantaggio marginale della batteria può essere inferiore.

Ecco perché due abitazioni identiche, con lo stesso impianto fotovoltaico, possono avere convenienze economiche molto diverse.


Il futuro: fotovoltaico, batterie e gestione intelligente

La batteria non dovrebbe essere considerata come un semplice contenitore di energia.

Il futuro dell'energia domestica e aziendale sarà sempre più basato sull'integrazione tra:

fotovoltaico + accumulo + pompa di calore + mobilità elettrica + gestione intelligente dei carichi.

Il sistema può decidere, in base alla produzione e ai consumi:

  • quando utilizzare direttamente l'energia solare;
  • quando caricare la batteria;
  • quando scaricarla;
  • quando ricaricare un veicolo elettrico;
  • quando utilizzare la rete;
  • come distribuire l'energia tra le diverse utenze.

In questo scenario l'inverter e il sistema di Energy Management System assumono un'importanza sempre maggiore.


Batterie di accumulo: una tecnologia in rapida evoluzione

La crescita mondiale dello storage è accompagnata da una continua riduzione dei costi e da un'evoluzione tecnologica significativa.

L'IEA segnala che i costi dei progetti di accumulo a batterie utility-scale sono diminuiti di circa il 40% nel 2024, arrivando a circa 150 dollari/kWh.

La stessa IEA evidenzia inoltre che le durate dei sistemi stanno progressivamente aumentando: se molti impianti continuano a concentrarsi intorno alle due ore, sono in crescita le applicazioni da quattro ore o più, particolarmente interessanti in sistemi caratterizzati da una crescente presenza di fotovoltaico.

Questo significa che il ruolo delle batterie continuerà probabilmente ad evolversi.


E in Italia?

L'Italia è già uno dei mercati europei nei quali l'accumulo ha raggiunto una diffusione significativa.

La crescita dei sistemi domestici e commerciali si affianca oggi allo sviluppo dei grandi sistemi di accumulo collegati alla rete.

Il quadro normativo è inoltre in continua evoluzione. Per questo, quando si valuta un nuovo impianto, è importante verificare le regole e gli incentivi effettivamente applicabili alla data del progetto, evitando di basare l'investimento su informazioni non aggiornate.

Ad esempio, il GSE prevede specifiche condizioni per il fotovoltaico abbinato all'accumulo nell'ambito del Conto Termico 3.0, quando l'intervento rispetta i requisiti previsti dalla misura.


La batteria giusta è quella dimensionata sul tuo profilo energetico

Non esiste una batteria "migliore" in assoluto.

Esiste la batteria più adatta a uno specifico impianto.

Per un'abitazione bisogna analizzare consumi, produzione, presenza di pompe di calore, climatizzazione, auto elettrica e abitudini familiari.

Per un'azienda bisogna aggiungere l'analisi dei profili di carico, della produzione, dei turni di lavoro, delle potenze impegnate e delle eventuali esigenze di continuità.

Per un impianto agricolo bisogna considerare anche la stagionalità e il funzionamento delle diverse utenze.


LGI: progettare il sistema energetico, non soltanto installare una batteria

Per LGI il sistema di accumulo deve essere considerato come parte integrante del progetto fotovoltaico.

La corretta progettazione parte dai dati di consumo e dalla producibilità dell'impianto e arriva alla definizione della configurazione più adatta: potenza fotovoltaica, capacità di accumulo, inverter, gestione dell'energia e modalità di utilizzo dei carichi.

L'obiettivo non è installare la batteria più grande possibile.

L'obiettivo è utilizzare nel modo più efficace possibile l'energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico.

Vuoi sapere se una batteria di accumulo è realmente conveniente per il tuo impianto?

LGI può analizzare i tuoi consumi e simulare la configurazione più adatta, valutando produzione fotovoltaica, autoconsumo, accumulo e utilizzo dell'energia.

Contatta LGI per una valutazione del tuo impianto fotovoltaico e scopri quanta energia puoi realmente utilizzare.

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